Bottonieri
3 maggio 2003
Lettera scritta dal presidente del Gruppo al presidente dell'Unione Industriali
Andrea Moltrasio
Caro Presidente,
il mio associato sig. Giuseppe Gualini di "Lartigianabottoni"
mi segnala con sua lettera del 14 maggio u.s. l'opportunità di "un
approfondimento a livello multisettoriale presso l'Unione sulle prospettive
che i settori manifatturieri avranno nel prossimo decennio", alla luce
dell'esponenziale sviluppo come produttore della Cina (ed aggiungo di altri
paesi a bassissimo costo di manodopera).
Secondo il sig. Gualini "nel giro di pochi anni i cinesi venderanno
direttamente tramite i loro connazionali sparsi in tutto il mondo".
Personalmente, condivido appieno l'analisi, anche alla luce degli accordi
Wto firmati tempo fa per l'Italia dall'ex ministro Ruggiero che di fatto
abolirebbero dal 2005 (se non sbaglio) ogni barriera doganale all'export
ma anche all'import in tutti i paesi membri.
Se le cose proseguissero come previsto da quegli accordi, sarebbe quindi
possibile esportare senza dazi o contingentamenti verso mercati sino ad
ora preclusi alle merci italiane non tanto per i loro prezzi, quanto per
le barriere all'ingresso.
Sarebbe però possibile anche l'opposto, cioè importare liberamente,
con la prevedibile conseguenza che prodotti provenienti da paesi a bassissimo
costo di manodopera invaderebbero i mercati mondiali.
Concentrando l'attenzione sull' EU intesa come "macro-nazione",
i danni che ciò provocherebbe all'industria (e quindi all'occupazione)
domestica sono facilmente immaginabili.
Il problema non è di facile soluzione: equivale infatti ad una sorta
di resa dei conti tra un sano liberismo (che tra l'altro è una delle
basi su cui poggia il concetto stesso di Unione Europea) e la necessità
di difendere le industrie (e quindi i posti di lavoro e la capacità
di produrre ricchezza) nazionali (sempre intendendo l'EU come "macro-nazione").
Tra i paesi EU, la Germania già da tempo si interroga su quale futuro
abbia l'economia "ovest europea" e la conclusione alla quale sono
giunti gli esperti è che inevitabilmente nei nostri paesi resteranno
solo la logistica e l'alta tecnologia.
Ad essi aggiungo io per l'Italia ed altri, pochi, paesi il turismo (con
conseguente spostamento degli attuali equilibri economici di forza tra nord
e sud del nostro paese).
Il resto dell'attività produttiva sarebbe, secondo questi esperti,
destinato presto o tardi a seconda dei settori, a migrare ad est.
Le conseguenze sull'occupazione e sulla stabilità sociale sarebbero,
se così realmente fosse, immaginabilmente catastrofiche poichè
i 3 sopracitati settori non sarebbero in grado di assorbire tutta la forza
lavoro lasciata vacante da tutti i settori produttivi attuali, scomparendi.
In Germania il Governo sta già pensando alle contromisure da adottare;
in Italia, complice una parte del sindacato con mentalità vetero
stalinista, affrontare questi problemi sembra ancora un tabù, anche
se occorrebbe attrezzarsi quanto prima per studiare approfonditamente quale
impatto le varie soluzioni possibili potrebbero generare ed indicare quindi
alle imprese le migliori strade da intraprendere per restare sul mercato
con l'attuale successo.
So che l'Unione Industriali segue con attenzione questi problemi che investono
buona parte delle aziende associate. (Mi risulta tra l'altro che in merito
sia anche stato indetto un convegno serale -se non vado errato all'Esperia-
nei prossimi giorni).
Con questa mia lettera aperta, caro Presidente, desidero fare del Gruppo Industriali Bottonieri l'appello dell'associato sig. Gualini perchè l'Unione di Bergamo, ma meglio sarebbe direttamente Confindustria, arrivasse a "stilare un documento (...) da presentare al Ministero delle Attività Produttive" per "meglio sensibilizzare il Governo" allo scopo di arginare "una decadenza lenta e definitiva" dell'attività manifatturiera in Italia (ed in Europa).
Nel ringraziarti per l'attenzione che vorrai riservare a questa mia istanza; sperando che Tu la ritenga degna di essere presentata nelle sedi opportune ed a disposizione per ogni ulteriore chiarimento, approfitto per complimentarmi a nome del Gruppo per la Tua fresca riconferma a Presidente dell'Unione e Ti saluto caramente.
Dr. Riccardo Alberto Zavaritt
Presidente Gruppo Industriali Bottonieri - Unione degli Industriali della Provincia di Bergamo
Marketing Manager
Corozite S.p.A.
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Maggio 2002



