Interviste e opinioni degli imprenditori 2006

 

Insieme per lanciare il Made in Italy - Andrea Moltrasio, componente del Comitato di presidenza di Confindustria (L'Eco di Bergamo - 13 settembre 2006): "Molte imprese bergamasche hanno già contatti con il mercato cinese avendo partecipato a fiere o aperto uffici di rappresentanza in Cina. La missione organizzata da Confindustria intende promuovere l'intero sistema Italia, portando benefici alle aziende italiane grazie anche alla presenza istituzionale del capo del governo Romano Prodi."

Insieme per lanciare il Made in Italy - Alberto Barcella, presidente di Confindustria Bergamo (L'Eco di Bergamo - 13 settembre 2006): "Sono già numerose le aziende bergamasche che hanno effettuato una fase di esplorazione e conoscenza del mercato cinese mentre la missione in corso ha una valenza di promozione del nostro Paese sia dal punto di vista politico che economico e finanziario. Le missioni condotte a livello nazionale si affiancano a quelle portate avanti a livello provinciale da Assist che sostiene le imprese nella delicata fase dell'internazionalizzazione, fornendo un'assistenza specifica in base alle necessità delle singole aziende".


Insieme per lanciare il Made in Italy - Mario Locatelli, presidente di Assist (L'Eco di Bergamo - 13 settembre 2006): "Questa missione si differenzia dalle precedenti per due motivi: per gli interventi mirati sulle piccole e medie imprese e per la Fiera organizzata a Canton, la prima dove saranno presenti solo espositori italiani di vari settori merceologici. Quello di Assist è un investimento che sta pagando, basandosi su una continuità di lavoro che si traduce in servizi per le aziende".

In Cina per crescere più in fretta
- Miro Radici, componente del Consiglio Direttivo di Confindustria Bergamo (L'Eco di Bergamo - 13 settembre): "Già altre volte si sono recate in Cina nostre delegazioni, questa volta sembra essere un'iniziativa più incisiva. È bene che l'industria italiana conosca la Cina: molti ne parlano, ma pochi la conoscono. Anche nel mondo politico molti non conoscono la realtà di quei mercati. La visita di una delegazione, se condotta in modo intelligente, può dare risultati positivi: tra dieci anni la Cina sarà tra le prime tre potenze industriali del mondo; offre opportunità di crescita enormi che gli Stati Uniti, l'Europa del Nord, il Giappone hanno saputo cogliere meglio di noi. La visita della delegazione serve per colmare questo divario. Non abbiamo avuto grandi difficoltà. La fatica maggiore è trovare personale italiano disposto a lavorare in modo continuativo in quelle realtà. È un Paese in grande fermento e la gente ha voglia di apprendere. Ogni giorno si aprono opportunità: dipende dall'abilità degli imprenditori saperle cogliere. Oggi le aziende medie e piccole radicate in Europa devono internazionalizzarsi e trasferire competenze in altri Paesi. La nostra esperienza in Cina è positiva: nella strategia del nostro gruppo quel mercato ci deve permettere di crescere. Si gioca in difesa in Europa e in attacco in Cina".

In Cina per crescere più in fretta - Alberto Bombassei, vice-presidente di Confindustria (L'Eco di Bergamo - 13 settembre): "La visita è pensata per le piccole e medie imprese: con questa iniziativa si muove il sistema Paese; si muovono la politica, l'industria, le banche, l'università. Se il sistema si muove secondo gli schemi collaudati avremo buoni risultati. È un'ottima iniziativa. In Cina abbiamo avuto il problema della mancanza di certezze normative. Ora sono in atto cambiamenti e per il futuro sono ottimista: è una realtà dove è importante essere presenti ed oggi è fondamentale conquistare quel mercato, uno dei più importanti a livello mondiale: esserci è una necessità per un'impresa che vuole competere a livello internazionale; in particolare sono apprezzate le produzioni di alta tecnologia. La Cina ha un tasso di crescita di oltre il dieci per cento annuo: è una sfida da raccogliere".

In Cina per crescere più in fretta - Mario Locatelli, componente del Consiglio Direttivo di Confindustria (L'Eco di Bergamo - 13 settembre) "Oggi si parte da una base già consolidata: la visita coincide con la fiera di Canton dove sono presenti quattrocento aziende italiane medie e piccole, molte della quali già radicate sul quel mercato: è una promozione dal vivo, si aprono nuovi contatti, si costruisce su ciò che già esiste, si presenta il sistema Italia. Si costruisce per il futuro: lo sviluppo del business in Cina è lento; abbiamo già sottratto alcuni clienti ai giapponesi. Siamo su quel mercato per vendere, non per acquistare. Odl è presente da quattro anni con un fatturato del 18 per cento: in questi giorni inauguriamo la prima fabbrica per la fase finale di alcune lavorazioni per personalizzare il prodotto; tuttavia il «cuore» della lavorazione resta in Italia".