Interviste e opinioni degli imprenditori 2006
Lo sviluppo
nell'Isola - Stefano Cofini, responsabile ufficio studi di Confindustria
Bergamo (L'Eco di Bergamo - 13 settembre 2006): "Nell'Isola non esistono
crisi occupazionali e il saldo dell'occupazione industriale è vicino a
zero, segno di una buona performance. I posti sono rimasti sostanzialmente invariati
dal 1991 al 2001, con una concentrazione crescente nella media impresa, quella
tra i 50 e i 99 addetti. Rispetto alle multinazionali bisogna porsi il
problema di come farle restare e come attirare più investimenti, diventando
più competitivi"
"Bisogna trovare modelli flessibili di
localizzazione e superare i localismi. Quasi sempre le aree a disposizione per
industria e artigianato sono sufficienti. Non è necessario, quindi, occupare
nuovo territorio, ma razionalizzare quello che c'è. È meglio un'area
industriale consortile tra diversi Comuni, che cinque o sei aree diverse. Le aree
industriali devono essere "compattate", protette da verde e parcheggi.
L'Italcementi di Calusco o la Bayer di Filago sono esempi di localizzazioni che
non creano "conflitto" con il territorio circostante. Un'industria "bella"
può esistere e dev'essere un obiettivo, oltre che premiata per il comportamento
virtuoso. Il futuro sono le "aree miste", insediamenti dove possono
trovare spazio commercio, industria e residenze a determinate condizioni, evitando,
in futuro, di trovarci davanti a poli industriali e commerciali abbandonati e
dismessi".



