Interviste e opinioni degli imprenditori 2006
Il convegno di Vicenza - Alberto Barcella, presidente di Confindustria Bergamo (L'Eco di Bergamo - 20 marzo 2006): "E' necessario ribadire che Confindustria conferma di essere apartitica ed equidistante dai Poli: elenca emergenze ed esigenze del Paese e le presenta a chi si candida al governo. Confindustria è, poi, fatta di persone con proprie convinzioni politiche espresse, nei fatti, anche in questi due giorni. Tuttavia Montezemolo ha ribadito in modo chiaro che "Confindustria non si fa tirare la giacchetta da nessuno" e il convegno è stato fatto per porre richieste precise al governo. Non esiste una spaccatura tra i vertici e la base di Confindustria, ciò non toglie che qualcuno abbia detto la sua".
"Berlusconi ha saputo catturare l'orientamento politico dei singoli che si è dimostrato più verso il centrodestra: ma è la posizione dei singoli. È stato abile e capace, un colpo di teatro ben riuscito. All'interno non c'è nessuna contrapposizione: Montenzemolo aveva parlato prima del premier e il suo intervento è stato accolto da applausi scroscianti. I presenti hanno condiviso il suo intervento e poi, a titolo personale hanno espresso il proprio gradimento verso Berlusconi. Il confronto è sempre importante e, se fatto in modo civile, è positivo: Confindustria ha i suoi organismi per definire la propria linea e sulle necessità del Paese c'è pieno accordo".
Il convegno di Vicenza - Andrea Moltrasio, presidente del Comitato di Confindustria per la competitività del manifatturiero (L'Eco di Bergamo - 20 marzo 2006): "E' stato un convegno di alto livello su un tema importante, come quello della concorrenza, che Confindustria ha voluto trasmettere a tutti, anche alla politica. Purtroppo questo sistema mediatico, usato anche dal presidente Berlusconi, va ad azzerare un lavoro di preparazione durato mesi: noi siamo sempre di più sui contenuti e ci sarebbe piaciuto ascoltare di più il premier sui contenuti, come, del resto, aveva fatto molto bene il ministro Tremonti. Berlusconi ha fatto un colpo di teatro che non ha, tuttavia, raggiunto il terreno dei contenuti. Confindustria sui contenuti è unita e questo scontro non ci importa. Ma lo scontro non giova al fronte politico moderato: ha diviso i moderati che si sono spaventati da questo suo atteggiamento così violento".
Il convegno di Vicenza - Mario Mazzoleni, past-presidente di Confindustria Lombardia (L'Eco di Bergamo - 20 marzo 2006): "Vicenza come le Maldive: ce ne stavamo tranquillamente rilassati, quando all'improvviso è giunto lo tsunami con tutta la sua forza, violenza e crudeltà. Passata l'onda è ora di fare una riflessione pacata. È vero, ci sono stati aspetti da tifo da stadio che non appartengono alla mia sensibilità, però non si può sempre dire che Confindustria è fatta dalle piccole imprese, che costituiscono il 95 per cento delle iscritte, e poi snobbarle e non tenerne conto. Senza dubbio la base ha manifestato una preferenza netta per Berlusconi. Ciò che deve far riflettere la dirigenza è che la base ha dimostrato di percepire una linea della dirigenza stessa un po' sbilanciata. La nostra scelta è stata per un'autonomia autentica e non solo dichiarata. Montezemolo ha fatto il massimo sforzo su questo versante, ma Confindustria è composta anche da altri esponenti e qualcuno è disallineato. L'atteggiamento di Diego Della Valle ha fatto percepire un'autonomia dichiarata, ma non vissuta, una linea di Confindustria sbilanciata sul centrosinistra; così non è nelle intenzioni del presidente. L'autonomia dai partiti deve essere rigorosa".
Il convegno di Vicenza
- Mario Ratti, componente del Coinsiglio Direttivo di Confindustria Bergamo
(L'Eco di Bergamo - 20 marzo 2006): "Questi scontri non fanno bene al
nostro sistema. Capisco le contrapposizioni del sistema politico, ma queste non
devono entrare in Confindustria. Era bene che questa situazione fosse controllata
e contenuta. C'è un rischio di spaccatura tra piccole e grandi imprese
e ciò non fa bene a Confindustria. Esistono difficoltà, ma è
poi da vedere a chi attribuire la responsabilità. Serve il dialogo: questa
contrapposizione politica fa male alle imprese. All'estero faticano a capire la
nostra situazione".



