Interviste e opinioni degli imprenditori 2006

 

Il convegno di Vicenza - Matteo Zanetti, componente della Giunta di Confindustria Bergamo (L'Eco di Bergamo - 22 marzo 2006): "Domani (oggi per chi legge, ndr) ci sarà il consiglio direttivo di Confindustria e giovedì la Giunta. Io penso che questi due appuntamenti rappresenteranno la sede opportuna perché gli imprenditori esprimano un parere a porte chiuse sulle vicende accadute in questi giorni. Per quanto riguarda le dimissioni di Della Valle, che sino al 2005 ha fatto parte della Giunta di Confindustria, mi sembra vada considerato come un gesto di alta responsabilità mirato a non coinvolgere Confindustria in una polemica che ormai sembra avere assunto dei contorni di contrasto personale tra il presidente Berlusconi e l'imprenditore marchigiano".

"Non mi sembra siano state 250 persone ad applaudire e fischiare, a tempi alterni, i vari interventi. È stato l'intero auditorium ad esprimersi anche se anch'io ho letto nel comunicato di Confindustria la sottolineatura di quell'"insolito" arrivo di persone durante l'ultima parte del discorso del premier. Va svolta una riflessione non tanto sul ruolo di Montezemolo, che continua a raccogliere nella sua presidenza un amplissimo consenso, ma probabilmente di alcuni imprenditori a lui vicini che hanno assunto comportamenti che hanno fortemente indispettito la base. L'equidistanza deve essere non solo annunciata o dichiarata, ma anche esprimersi nei fatti".

ll convegno di Vicenza - Alberto Paccanelli, componente del Consiglio Direttivo di Confindustria Bergamo (L'Eco di Bergamo - 22 marzo 2006): "Mi allineo a quanto già dichiarato al vostro giornale da Barcella e Moltrasio. Vicenza è stata un'opportunità importante per confrontarsi su un tema centrale per tutti: la concorrenza. Sono le rendite di posizione che imbrigliano il sistema economico. Ribadiamo la totale autonomia di Confindustria e la necessità di essere equidistanti dai partiti. Non c'è altra lettura rispetto a questa".

ll convegno di Vicenza - Mario Mazzoleni, past.president di Confindustria Lombardia (L'Eco di Bergamo - 22 marzo 2006): "Io ho un'abitudine alla quale sono molto affezionato. Le mie osservazioni le faccio nelle sedi proprie, non sui giornali. Nel rispetto del vostro lavoro, ho solo da dire che io ho fatto certamente una dichiarazione nel corso di questa riunione".

"Vicenza ha fatto emergere una spaccatura, chiamiamola col suo nome, tra l'attuale vertice e una certa base. Dico "certa" perché il Nord-Est probabilmente ha delle caratteristiche specifiche, che non possono essere proiettate sull'intero territorio nazionale. È chiaro che se il convegno si fosse fatto a Bologna non credo che sarebbe andato nello stesso modo. Al di là del legittimo risentimento di chi ha molto lavorato al tema della concorrenza e si è visto un po' guastare la festa, Confindustria deve ora avere la pacatezza di riflettere sulla necessità di riaccorpare al più presto i suoi associati. Va riaffermata la linea di autonomia che peraltro il presidente Montezemolo, anche a Vicenza, ha ribadito, ma che non può essere soltanto dichiarata ma deve essere percepita come tale dalla nostra base che, invece, la vive come una posizione sbilanciata verso il centrosinistra".

ll convegno di Vicenza - Alberto Bombassei, vice-presidente di Confindustria (L'Eco di Bergamo - 22 marzo 2006): "Dietro il comitato direttivo di Confindustria c'è sempre un uomo che, ovviamente, ha libertà di pensarla come vuole, a destra o sinistra. Anch'io quando andrò a votare mi esprimerò secondo quanto mi sembrerà più giusto fare. Ma quando parlo di Confindustria, parliamo di un'assoluta neutralità. Non credo che sia veramente imputabile, tanto meno a Montezemolo, il contrario. Come Confindustria abbiamo presentato un documento in 5 punti essenziali, poi illustrati da Montezemolo nella oramai nota intervista al Sole 24 Ore. Su questi punti abbiamo voluto ascoltare il giudizio prima di Prodi e poi di Berlusconi. Questo proprio per evitare i soliti comizi. Questa,a me, sembra un'assoluta neutralità. Tutto è stato condiviso dalla presidenza di Confindustria ed è stato addirittura presentato alla consulta dei presidenti il giorno prima del convegno. All'unanimità è stato condiviso questo principio".

"Se qualcuno vuole speculare per dire che uno parteggia per una parte o per l'altra, dipende un po' da quello che si sente. L'irruzione di Berlusconi? Al di là di avere i suoi fan presenti, secondo me non si può andare in casa d'altri, anche se Berlusconi è un imprenditore e la considera anche casa sua, e cercare di spaccare una compagine che invece è molto, molto unita. Da sempre, e non solo da questa presidenza, l'autorevolezza di Confindustria, anche nei momenti in cui la politica appare un po' sfaldata, è dovuta alla sua indipendenza politica. Soprattutto in questo ultimo periodo gli interessi di parte sono stati cancellati. Come abbiamo fatto con il Tfr e con il taglio dell'Irap dove con grande responsabilità abbiamo riconosciuto che i conti pubblici non lo permettevano e in cambio ci siamo accontentati di una piccola riduzione del costo del lavoro. Abbiamo dato questi segnali positivi, ma dobbiamo avere anche la libertà e il dovere di dire cosa possiamo fare in un momento di crisi segnalato da organismi internazionali come Bankitalia, Ocse, Fmi. È' un dovere per chi rappresenta le piccole, medie e grandi imprese. A Vicenza stava andando tutto bene: gli stessi che hanno applaudito Berlusconi mezz'ora prima avevano applaudito Montezemolo e Tremonti. Forse sono i giornali a specularci sopra. È stata questa "cosa di colore" che ha un po' rovinato la festa".