Interviste e opinioni degli imprenditori 2006

 

La lotta al lavoro nero e agli infortuni - Roberto Frattini, componente del Consiglio Direttivo di Confindustria Bergamo (La Rassegna - 26 ottobre 2006): “Al mercato bisogna dare quello che vuole e quando lo vuole e per fare ciò bisogna organizzarsi, con macchinari e personale qualificato. E in questo contesto, la flessibilità è uno degli elementi fondamentali, perché bisogna confrontarsi con il resto del mondo, a cominciare da Usa, Giappone ed Europa. Roberto Frattini concorda con molte preoccupazioni espresse dal sindacato in tema di applicazione dei contratti e sottolinea la necessità che essi debbano essere adottati senz’altro nella catena di subappalto delle lavorazioni. Nel contempo, però, spiega le ragioni degli imprenditori nel sostenere che la flessibilità è utile per le imprese come per i lavoratori. Durante il dibattito Frattini ha sostenuto che “un’azienda decide di decentrare l’attività o parte di essa per questioni tecniche (può trovare all’esterno chi produce meglio parti non fondamentali della produzione) o per questioni economiche (costa di meno far realizzare determinate produzioni oltre frontiera). Su questo fronte la rigidità di un’impresa è determinante. Più la struttura interna è rigida e maggiore è la propensione a fornire appalti esterni”.


Il lavoro nero non è una necessità per le imprese ed è un cancro per la società. Non riguarda solo ambiti settoriali, ma tocca tutte le componenti sociali. Al di là dei valori morali, è concorrenza sleale, evasione fiscale e peso eccessivo per coloro che le imposte le pagano. Trova spazio in attività economiche di limitate dimensioni e in quelle attività industriali che sono al limite del rapporto costi/prezzi, di livello basso. Al confine dei bilanci, che possono essere bypassati per qualche anno. Ma poi le difficoltà riemergono. Piuttosto che tenere in attività un’azienda che si tiene in piedi con il lavoro nero, bisogna avere il coraggio di passare la mano. Per sconfiggere il lavoro nero occorre elevare il grado di competitività dell’impresa, in ambito tecnologico ed organizzativo”.

La lotta al lavoro nero e agli infortuni - Carlo Mazzoleni, vice-presidente di Confindustria Bergamo (La Rassegna - 26 ottobre 2006): "Confindustria è la più interessata a che la competizione avvenga con regole certe e con un mercato del lavoro regolare”.

"La riproposizione dell’assioma legge Biagi uguale precariato è vecchia e superata. Ed è un falso clamoroso. È stato detto che il 50% delle nuove assunzioni riguarda contratti aticipici. Ma nessuno ha aggiunto che una buona metà di questi rapporti si trasformano poi a tempo indeterminato. Nessuno ha spiegato che grazie a queste norme l’occupazione è cresciuta del 7% e il tasso di occupabilità è aumentato del 6% e che ne hanno beneficiato soprattutto giovani e donne. Il mercato del lavoro funziona”.