Interviste e opinioni degli imprenditori 2006

 

Il protocollo d'intesa con i sindacati - Alberto Barcella, presidente di Confindustria Bergamo (Il Bergamo - 4 maggio 2006): "Nel 2004 gli stranieri residenti in provinca erano il 6 per cento della popolazione. In base ai prospetti demografici questa percentuale è destinata a crescere enormemente: dal punto di vista dell'offerta lavoro Bergamo sarà in grado di supportare la conservazione del modello industriale senza deprimere le possibilità di sviluppo del terziario e senza dover forzare i diversitassi di attività".

Il protocollo d'intesa con i sindacati - Alberto Barcella, presidente di Confindustria Bergamo (Il Giorno - 4 maggio 2006): "I problemi ci sono, ma anche le possibilità di sviluppo. Ed avere una visione condivisa è un risultato estremamente importante.Ora serve l'impegno di tutti per migliorare la competitività delle aziende, che è data dall'innovazione, dall'internazionalizzazione e dalla crescita dimensionale, ma anche dalla creazione sul territorio di una serie di infrastrutture rimaste sulla carta. Mi riferisco soprattutto alla nuova autostrada Brebemi, per la quale non esiste ancora nessun atto che possa garantire con certezza l'inizio dei lavori. Dobbiamo tenere alta la vigilanza e ricordare ai politici e alle istituzioni l'importanza di questi progetti".

Il protocollo d'intesa con i sindacati - Alberto Barcella, presidente di Confindustria Bergamo (L'Eco di Bergamo - 4 maggio 2006): "Bisogna guardare al futuro. In prospettiva vi sono rischi e minacce, ma anche opportunità di crescita e sviluppo». Le prospettive non sono negative anche per ragioni demografiche dato che il numero degli abitanti è destinato in provincia ad aumentare, il che metterà a disposizione le risorse umane necessarie per lo sviluppo. Il settore manifatturiero potrà nei prossimi anni «tenere». E l'incremento dell'occupazione sarà comunque garantito dal terziario al servizio dell'industria. Le imprese dovranno aumentare la loro competitività basandosi soprattutto su fattori quali l'internazionalizzazione, l'innovazione e la crescita dimensionale. Le infrastrutture sono un necessario fattore di competitività, e in particolare la Brebemi e l'Alta capacità ferroviaria. Sulla prima siamo preoccupati perché viene sempre data per certa anche se non abbiamo ancora visto un atto che ci dia precise garanzie sull'avvio dei lavori. Ricorderemo ai nostri politici la necessità urgente di avviare questa infrastruttura. L'industria sarà interessata da una trasformazione che comporterà ancora situazioni di crisi: scompariranno alcune aziende che non saranno in grado di vincere la sfida della globalizzazione, mentre altre aziende riusciranno a restare competitive sul mercato".