Interviste e opinioni degli imprenditori 2006
Dobbiamo saper esportare il nostro modello d'impresa
- Ercole Galizzi, delegato per l'internazionalizzazione di Confindustria
Bergamo (La Rassegna - 15 giugno 2006): "Le imprese bergamasche
sono da sempre fortemente esportatrici. Oggi siamo però chiamati
ad un salto di qualità e dobbiamo esportare non più il singolo
prodotto, ma un "modello di impresa. Rilocalizzare all'estero è
in molti casi una scelta obbligata, che se non attuata al momento opportuno
può causare anche la perdita delle posizioni tradizionali. Ciò
non toglie che sia una scelta difficile, che comporta anche una profondo
cambiamento culturale da parte dell'imprenditore, una e vera e propria "fatica
mentale" che ci si assume anche per un profondo senso di responsabilità.
Spesso l'imprenditore che decide di rilocalizzare ha già sondato
tutte le altre possibilità e ha capito che non c'erano vie d'uscita.
In molti casi deve tuttavia superare una vera e propria "barriera mentale.
Per questo Confindustria Bergamo ha deciso di sostenere il più possibile
gli imprenditori sia attivando il Club delle aziende internazionalizzate,
sia creando un centro di competenze interno che offre un percorso guidato,
basandosi anche su Assist come braccio operativo".
"Le aziende di più grandi dimensioni hanno da tempo imboccato
questa strada, che ora riguarda anche molte imprese medio-piccole. Le modalità
possono essere molto diverse fra loro, a seconda del tipo di prodotto e
della vicinanza al mercato finale. Le imprese che forniscono componenti
si trovano in vari casi a dover seguire i principali committenti, a loro
volta impegnati in processi di delocalizzazione. Perdere questi opportunità
significa spesso rischiare di perdere in prospettiva anche le tradizionali
forniture. In altre situazioni si cerca una maggiore vicinanza con i mercati
di sbocco, oppure si punta ad abbattere i costi, non solo quelli del lavoro,
ma quelli legati per esempio alla burocrazia, sfruttando i differenziali
dei Paesi in via di sviluppo. In ogni caso la dimensione è un problema.
L'azienda che si internazionalizza ha bisogno di avere una struttura moderna,
di poter contare su un'adeguata organizzazione e su risorse umane preparate,
in possesso di competenze medio-alte, con una buona conoscenza delle lingue
e disponibili agli spostamenti, non certo facili da trovare. E' una bella
sfida, ma dobbiamo essere forti e preparati, avendo per giunta la consapevolezza
che si tratta di sforzi che ripagano sul lungo periodo".



