Interviste
e opinioni degli imprenditori 2007
Cisl e questione sociale: la risposta delle imprese - Alberto Barcella, presidente di Confindustria Bergamo (L'Eco di Bergamo - 6 dicembre 2007): "Credo che a nessuno piaccia lavorare la domenica, nemmeno ai camerieri dei ristoranti che lo fanno da anni. E a nessuno fa piacere prendere atto della flessibilità del lavoro, soprattutto quando scivola nel precariato. Non fa piacere nemmeno a Confindustria. La flessibilità non sta nella natura delle cose e dell'uomo, ma è un modo necessario di reagire a stimoli esterni al sistema lombardo e nazionale, per poter continuare a competere sulla piazza mondiale. Le imprese sono obbligate a diventare flessibili. Detto questo ci rendiamo conto che si possono creare situazioni spiacevoli, di disagio, per le persone. Il punto, quindi, è come declinare le parole del segretario della Cisl nel concreto. Se i problemi concreti riguardano le relazioni industriali, siamo aperti al confronto con il sindacato. Se il problema è andare ad individuare forme di flessibilità che possono nascondere qualcos'altro, facciamolo, assolutamente, perché il mondo delle imprese è un motore importante, si sente sano ed è pronto. Ad un confronto".
"Certi problemi ci sono: si tratta ad esempio di difficoltà sempre più frequenti per i semplici consumatori o delle dinamiche sociali alquanto spersonalizzanti della globalizzazione. Ma si tratta di problemi di competenza di istituzioni nazionali e internazionali. E credo che in questo caso il ruolo di Confindustria diventi più defilato. In questo caso la competenza non è tutta delle realtà bergamasche".
Cisl e questione sociale: la risposta delle imprese - Roberto Sestini, presidente della Camera di Commercio (L'Eco di Bergamo - 6 dicembre 2007): "Non credo che sia mai stata cancellata la figura della persona come centro motore della società, non solo dell'economia. Ricordo inoltre che viviamo in una realtà territoriale in cui, ad esempio, la disoccupazione è fisiologica e le condizioni di vita non sono certo tra le peggiori. Vogliamo forse dire che a Bergamo e in Lombardia il mondo del lavoro non è migliorato rispetto a vent'anni fa? Chiediamoci piuttosto cosa si può fare per migliorare ulteriormente, per raddrizzare certe situazioni che non piacciono. Mi sembra che Petteni a fronte di questa domanda risponda con un fermiamoci a riflettere, e va benissimo. Ragioniamo. Ma non rischiamo di far passare il messaggio che le nuove infrastrutture oppure iniziative come Bergamo Scienza servano fino ad un certo punto. In realtà proprio Bergamo Scienza aiuta a dare una visione di quello che potrebbe essere un futuro migliore per la nostra società. E le nuove infrastrutture servirebbero a migliorare la vita di tutti, non solo a rilanciare l'economia".



