Interviste e opinioni degli imprenditori 2007

Sostanziale ripresa per il tessile - Alberto Paccanelli, presidente del Gruppo Tessili di Confindustria Bergamo (L'Eco di Bergamo - 7 febbraio 2007): "Il settore si sta muovendo ormai verso una sostanziale ripresa anche se non vanno dimenticati alcuni eclatanti casi di difficoltà che, ancora, il territorio registra. Il caso Legler ne è un esempio. Uno dei segnali più evidenti di questa inversione del ciclo è visibile chiaramente nel settore dell'alta gamma che sta registrando dei positivi andamenti. Qui la "risposta" degli industriali bergamaschi è estremamente positiva avendo essi puntato non solo alla qualità del prodotto, ma anche strutturato le aziende per assecondare le esigenze della distribuzione, che oggi chiede sempre più un'ottimizzazione dei servizi, forniture tempestive, assortimento e velocità di rinnovamento delle collezioni".

"l tessile di fascia alta cresce ed ha successo perché ha compiuto alcuni passi significativi nella sua ridefinizione: innanzitutto ha puntato ad innalzare ulteriormente la sua qualità, ma è stato in grado anche di ridistribuire geograficamente, con un'attenta politica di delocalizzazione e in una logica coerente con la competizione internazionale, la produzione delle attività di più basso profilo per poter così far leva anche su un adeguato pacchetto di strutture di costo. Ma così facendo è riuscita ad offrire alla distribuzione - vero dominus di questo mercato - un pacchetto completo ed adeguato di prodotti nelle diverse fasce di prezzo".

«L'assetto raggiunto oggi è già molto competitivo: in futuro potrebbe essere necessaria qualche ristrutturazione mirata, magari nella fascia a monte della filiera come tra i nobilitatori e i filatori. Certo, pur consolidandosi, non ci si deve aspettare dal settore consistenti assunzioni di personale "tradizionale", come per esempio operai: ma siamo sicuri che le assunzioni ci saranno, e anche importanti, e rivolte a tutto quello che riguarda la creazione della collezione, il marketing, la gestione della logistica e del servizio al cliente".

"I giovani laureati in Ingegneria tessile dalla nostra Università trovano tutti lavoro nelle nostre aziende: posti che diventano anche importanti in settori strategici per il futuro delle nostre aziende. Per essere più chiari: quei 25-30 che ogni anno si laureano sono "merce rara" e alla fine letteralmente "ce li rubiamo". E questo, per l'occupazione del settore, deve essere interpretato come un indicatore positivo".

"Siamo in fase di studio, ma la scelta del Master in tecnologia e processi tessili è strategica imprescindibile e sarà di positivo impatto per tutte le aziende del settore: per le grandi, ma anche per le medio-piccole che, a volte, potrebbero avere difficoltà a perseguire progetti di formazione mirata che richiedono notevoli energie anche economiche".

"Vogliamo parlare dei costi dell'energia? Oppure delle inefficienze delle infrastrutture del territorio? Se la politica deve entrare poco nelle aziende (e in questo senso sul caso Legler, guardata esclusivamente con l'occhio dell'esperto del settore, dispiace assolutamente che interventi poco industriali possano rischiare di legare con lacci e lacciuoli le possibilità di rilancio futuro industriale di questa storica azienda) tanto deve fare fuori dalle imprese: deve occuparsi di tutto ciò che sta tra i cancelli delle imprese e il mercato: infrastrutture efficienti, percorsi di educazione-formazione mirati, interventi adeguati nel settore energetico. Grazie alle politiche di specializzazione produttiva, alla nostra più alta produttività e alla maggiore qualità dei nostri prodotti, come imprenditori del tessile non abbiamo comunque problemi a "vincere" la concorrenza aggressiva dei nuovi player nonostante il gap del costo del lavoro: ma se a questo sommiamo i prezzi dell'energia fuori da ogni logica (non solo rispetto alla Cina e l'India ma anche verso i Paesi europei) e i costi indotti dalle inefficienze dei fattori infrastrutturali allora è il mondo della politica che deve ripensare le sue strategie e correggere il tiro per non arrivare "corta"".