Interviste e opinioni degli imprenditori 2007
La scuola senza soldi chiede aiuto ai privati
- Alberto Barcella, presidente di Confindustria Bergamo (L'Eco di Bergamo
- 19 aprile 2007): "Per la verità la possibilità di dare contributi
esisteva già, la legge ora introduce la defiscalizzazione che, indubbiamente,
può facilitare l'erogazione. Tuttavia, se la legge pensa a un intervento
delle aziende meno occasionale e limitato che in passato, allora bisogna superare
l'autoreferenzialità degli istituti e dare la possibilità ai donatori
di collaborare alla gestione dei fondi, o attraverso la riforma degli organi collegiali,
o attraverso un consiglio di gestione, o attraverso lo strumento delle fondazioni».
Insomma, per interessare gli imprenditori alla sorte della scuola, il vantaggio
fiscale non basta? «Non basta, perché un conto è la logica
diciamo così "del missionario": dare un contributo che si sa
andrà a buon fine, un conto è partecipare alla formazione culturale
e professionale dei giovani.
Qui la logica deve essere di tensione all'eccellenza
e di raccordo con le necessità del territorio per preparare figure professionali
che siano utili, che trovino sbocchi. Occorre quindi partecipare alla gestione
dei progetti".
"I poli formativi sono stati una proposta di Confindustria
che l'allora ministro Moratti aveva accolto con favore. In particolare questo
progetto è legato a un bando triennale della Regione Lombardia ed è
partito circa un anno fa. Al di là di questo specifico progetto, l'industria
bergamasca è sempre stata vicina all'istruzione tecnica, a partire dalla
tradizione che la lega all'Esperia. A mio parere le scuole, dagli anni '70 in
avanti, hanno attraversato però un lungo periodo di autoreferenzialità
che le ha un po'staccate dal territorio, le ha rese un po' impermeabili alle collaborazioni.
Ora tornano ad aprirsi, ma non possiamo pensare a un impegno economico privato
che non preveda anche una presenza progettuale o quantomeno una possibilità
di controllo. Sulla scuola, Confindustria, insieme alle altre associazioni datoriali,
sta preparando un documento che sarà presentato a breve dal presidente
Montezemolo. Il documento ribadirà alcuni punti per noi fondamentali nella
scuola del secondo ciclo: l'autonomia degli istituti che deve essere pienamente
realizzata, la selezione dei docenti e la possibilità di carriera per i
migliori, il reclutamento e la formazione dei dirigenti scolastici che con l'autonomia
sono chiamati ad essere una figura molto più imprenditiva che in passato,
la possibilità per i dirigenti di incidere sulle assunzioni, almeno su
quelle per le supplenze lunghe.
Diciamo che in questo modo la collaborazione
ha senso, soprattutto per l'istruzione tecnica che è quella più
vicina alle aziende e anche quella dove la vicinanza alle aziende significa per
gli studenti la possibilità di un futuro professionale, sia che si fermino
al diploma sia che scelgano un corso di laurea".



