Interviste e opinioni degli imprenditori 2008

Ricerca e risorse umane fondamentali - Alberto Bombassei, vice-presidente di Confindustria (La Rassegna - 28 febbraio 2008): "Solo un paese ricco di professionalità e competenze può dirsi all’avanguardia. E in Italia siamo un po’ carenti su entrambi i fronti”. L’innovazione è lo strumento principale per vincere le sfide della globalizzazione. Implica un atteggiamento culturale volto alla ricerca della qualità, che deve coinvolgere l’organizzazione dell’impresa, l’efficienza tecnologica, la compatibilità ambientale, l’internazionalizzazione. Ma, oltre a questo, è necessaria un’adeguata organizzazione delle risorse umane. L’investimento tecnologico può avere un ritorno solo grazie a risorse umane competenti”.

“Sono due gli ambiti strategici da sviluppare, in questo contesto. L’area education, dove trova spazio la formazione continua per l’ampliamento delle competenze e delle nuove qualificazioni, con investimenti che coprono tutto l’arco della vita lavorativa dei lavoratori: un paese è tanto più forte quanto lo è in termini di efficienza e produttività. L’altra zona d’intervento è riferita ai giovani, la vera materia prima, il nostro petrolio. Investire su di essi costituisce un obiettivo strategico. Dedicare attenzione a scuola e università significa pensare alla formazione nel modo più efficace. Per questo occorre alzare gli standard qualitativi dell’offerta formativa scolastica, aprire le scuole alle sollecitazioni del contesto socio-economico e valorizzare l’università, anche attraverso l’intensificazione degli scambi tra atenei e imprese”.

“L’obiettivo comune è migliorare le condizioni di competitività, rafforzare il sistema produttivo, sviluppare il tasso occupazionale e migliori condizioni di vita per chi lavora. La legislazione del lavoro va modernizzata e bisogna andare alla ricerca di nuovi equilibri tra flessibilità e sicurezza, con adeguati sostegni a chi si trova a dover affrontare periodi di transizione tra un lavoro e l’altro”.

"Bisogna favorire le condizioni per la creazione di maggior valore aggiunto, da distribuire tra lavoro, capitale e imprenditoria. E' necessario lo sviluppo di nuove relazioni tra imprese e sindacati, ora troppo complesse. Non vogliamo lavoratori precari, ma nemmeno imprese precarie. Il capitale umano è strategico per lo sviluppo e solo gli individui possono fare la differenza. La tecnologia e le macchine sono facilmente raggiungibili da tutti. Il capitale umano no. Occorre cercare un nuovo sistema di equilibrio e una parte del sindacato sta seguendo questa strada. In caso contrario, se dovesse prevalere la conflittualità permanente, sarebbe difficile investire in questo paese. Il mondo è cambiato e accrescere la competitività è interesse di tutti. Un’impresa può andare a produrre anche in Slovenia, l’operaio no, non può spostarsi così facilmente”.