Interviste e opinioni degli imprenditori 2009

L'uscita dalla crisi - Stefano Cofini, responsabile Ufficio Studi di Confindustria Bergamo (L'Eco di Bergamo - 10 febbraio): "La situazione è grave ma è necessario lasciarsi lo scossone alle spalle per concentrare l'approccio sul come uscirne. In ambito associativo, abbiamo condotto un'indagine molto approfondita e in fase di ultimazione, che ha coinvolto 200 imprese bergamasche tra le più importanti del mondo economico e votate all'export. L'inchiesta ha evidenziato che nell'ottobre 2008 si è verificato un crollo verticale degli ordini (attorno all'80-90%), repentino, improvviso e in qualche misura ingiustificato. Da allora non è successo più nulla, se non qualche pallido recupero. A questo hanno fatto seguito tre gravi situazioni: sono cominciati a scarseggiare i pagamenti delle forniture, si sono dilatati i termini di saldo delle fatture (fino a 365 giorni) e le banche hanno iniziato ad operare una restrizione del credito, con selezione delle imprese cui destinarlo, e in ogni caso ad un prezzo più caro. Ora è difficile pensare di uscire in tempi brevi da questo travaglio. Probabilmente la crisi finanziaria si risolverà entro l'estate, grazie agli interventi di natura monetaria adottati. Ma per il manifatturiero ci vorrà più tempo. Comparti come il tessile, che lavorano "time to market" (cioè con risposta all'ordine in tempi ristretti), ripartiranno più velocemente quando arriverà il momento. Per i grandi impianti (come nel caso della produzione di macchine utensili) la ripresa sarà lenta. La nota positiva è che per uscire dalla crisi si dovrà partire dall'economia reale. Che è rappresentata dal manifatturiero. E nell'area euro è presente in Lombardia e sull'asse Milano-Stoccarda. Un'opportunità che va sfruttata".