Interviste
e opinioni degli imprenditori 2009
I commenti ai dati congiunturali - Alberto Barcella, presidente di Confindustria Lombardia (L'Eco di Bergamo - 28 ottobre): "I dati riguardanti l'industria presentano qualche timido segnale di fiducia e questo probabilmente ci indica che dovremmo essere arrivati al fondo della linea discendente della produzione industriale. Dobbiamo quindi guardare al futuro con un minimo di fiducia, senza però per questo esaltarci troppo. Si potrà parlare di crisi superata solo quando si ritornerà ai livelli del 2007 e dell'inizio 2008, ma è sicuro che la risalita sarà molto più lenta della discesa che è stata estremamente rapida. Nel frattempo mentre noi cerchiamo di risalire faticosamente, i Paesi emergenti si stanno riprendendo con molto più vigore di noi, raggiungendo quote di mercato più velocemente dell'Italia. Detto questo, possiamo dire di guardare al futuro con qualche elemento di serenità e di conforto in più per alcuni segnali positivi che però non devono assolutamente illuderci".
"La necessità oggi è che la collettività bergamasca e lombarda prenda coscienza dell'emergenza che stiamo attraversando e in particolare della difficile situazione occupazionale, dato che ripercussioni negative su questo terreno sono purtroppo attese nei prossimi mesi. Per questo occorre uno sforzo congiunto e collettivo per affrontare questa situazione eccezionale. Mi auguro che il prossimo trimestre possa presentare dati un po' più confortanti sul piano della produzione industriale, anche se è probabile che per l'occupazione i dati saranno ancora negativi. Le aziende in questi mesi hanno sacrificato la produttività per salvaguardare l'occupazione attraverso gli ammortizzatori sociali. Certamente un auspicato alleggerimento delle tasse a carico delle imprese in questa fase non potranno che agevolare le imprese ad indirizzarsi con più decisione lungo la strada della crescita e della ripresa, pur nella consapevolezza che la situazione dei conti pubblici è tutt'altro che confortante a causa di una politica poco lungimirante seguita per tanti anni".
I commenti ai dati congiunturali - Carlo Mazzoleni, presidente di Confindustria Bergamo (L'Eco di Bergamo - 28 ottobre): "Le preoccupazioni di tutti i settori merceologici dell'industria bergamasca sono ancora fortissime e, al di là del leggero rimbalzo che si è verificato nel terzo trimestre, a partire dalla metà di settembre si è registrato un raffreddamento del tono generale della domanda, se si esclude il solo comparto dell'auto beneficiato dagli incentivi. Le aziende sono ancora alle prese con un calo dei fatturati dell'ordine del 30-50%. Sono reduce da una riunione nazionale di Federmeccanica e i dati sono da brividi, tanto che parlare di ripresa appare illusorio, trattandosi più che altro di stabilizzazione. La caduta forse è finita ma il rimbalzo è stato nel frattempo già assorbito. Dovremo rassegnarci ad un andamento da montagne russe nel 2010 con un'alternanza di fiammate e di raffreddamenti produttivi. Di positivo c'è che la ripresa in Cina ha ripreso vigore con un più 9% e anche le previsioni della Banca d'Italia sull'economia nazionale parlano di miglioramento, seppur timido e partendo inoltre da una situazione di gravissima crisi. Un previsto incremento del Pil nazionale dell'1% non può farci dimenticare il pesante meno 5% da cui siamo reduci e il 2010 sarà un anno ancora di grande difficoltà. Le preoccupazioni sono in espansione in particolare per la dinamica occupazionale: il peggio, da questo punto di vista, deve ancora venire".



