Interviste
e opinioni degli imprenditori 2010
Convegno di Parma - I commenti - Carlo Mazzoleni, presidente di Confindustria Bergamo (L'Eco di Bergamo - 11 aprile): "Marcegaglia è stata molto applaudita dalla base, il suo intervento è stato garbato nei toni, ma deciso nei contenuti. Prima di tutto, c'è il bisogno di fissare un'agenda per i prossimi tre anni, una finestra senza appuntamenti elettorali che il governo deve saper sfruttare a pieno. Ecco perché da Parma è arrivato una sorta di ultimatum all'esecutivo affinché ammoderni davvero il Paese attraverso le riforme, a cominciare da quella fiscale, non perdendo tempo ora che ha davanti 36 mesi di tranquillità politica». Carlo Mazzoleni, presidente di Confindustria Bergamo, non ha dubbi: «Dalla due giorni di Parma esce la necessità di favorire la crescita facendo leva sul recupero e il rilancio della competitività del sistema anche nel settore pubblico. È qui che bisogna riuscire a liberare le maggiori risorse per finanziare le riforme, che non si fanno a costo zero".
Convegno di Parma - I commenti - Carlo Mazzoleni, presidente
di Confindustria Bergamo (Bergamonews - 10 aprile): "Dietro i toni garbati
della nostra presidente abbiamo colto una fortissima determinazione: il mondo
imprenditoriale ha presentato unagenda in cui sintetizza le priorità
per il Paese, prevedendo anche i tempi. Di tempo ne abbiamo pochissimo per invertire
la rotta e puntare alla ripresa della produttività. Di positivo cè
che possiamo contare su una condivisione ampia degli obiettivi principali, anche
da parte del sindacato. I dati presentati nella prima giornata sono molto preoccupanti
e indicano chiaramente come il Paese si sia fermato e questo è motivo di
grande preoccupazione, tanto più che la globalizzazione ha potentemente
accelerato qualsiasi processo. E vero che le imprese hanno tenuto le loro
quote nel commercio internazionale, ma senza un progetto complessivo non potranno
più reggere lo sforzo. Lo studio del Centro studi è il manifesto
chiaro e puntuale di Confindustria per un Paese moderno, competitivo, solidale.
Le cose da fare sono tante sul fronte della semplificazione, delle liberalizzazioni,
della giustizia, delle infrastrutture, cominciando forse da un segnale concreto
sullIrap. Le risorse possono essere trovate se cè la volontà
di tagliare la spesa improduttiva.
Convegno di Parma - I commenti
- Alberto Barcella, presidente di Confindustria Lombardia (L'Eco
di Bergamo - 11 aprile): "Dentro un programma di rilancio dell'economia un'intelligente
riforma del fisco, che pur tenga conto dell'altissimo debito pubblico italiano,
è prioritaria perché favorirà e incrementerà l'espansione
economica, cioè la crescita delle imprese. È questo il modo migliore
per tornare al benessere, parola non a caso richiamata nel titolo dell'incontro
di Parma. Certo, da sola la riforma fiscale non è sufficiente. Quella sul
fiscoè una manovra che deve essere accompagnata, su un altro versante,
da azioni che permettano di ridurre la spesa pubblica. Altrimenti non ci saranno
spazi per ridurre il prelievo fiscale su imprese e lavoratori, rilanciando la
domanda interna. Va innescato, cioè, un percorso virtuoso che, da una parte,
alleggerisca il prelievo fiscale e, dall'altra, permetta tale riduzione tramite
la lotta agli sprechi. La Marcegaglia lo ha espressamente ricordato nella sua
relazione quando ha chiesto al governo di ridurre dell'1% la spesa corrente statale
per tre anni consecutivi".
Convegno di Parma - I commenti
- Alberto Barcella, presidente di Confindustria Lombardia (Bergamonews
- 10 aprile): I contenuti sono chiarissimi ma insisterei soprattutto sui
toni usati. E lultimo appello, considerando anche il consenso ottenuto
dalle forze al governo nelle recenti elezioni regionali. Non ci sono più
scuse: gli imprenditori chiedono libertà di fare al meglio il proprio mestiere,
di essere messi in condizioni simili ai Paesi vicini. Fra tutti i temi toccati
porrei lenfasi sulle liberalizzazioni, perché non è accettabile
che il Paese viaggi a due velocità: da un lato le imprese esposte alla
concorrenza internazionale, dallaltro i settori protetti.
Convegno
di Parma - I commenti - Andrea Moltrasio, giunta di Confindustria
(L'Eco di Bergamo - 10 aprile): "Il tema dell'incapacità di mettere
in moto il Paese resta centrale, come abbiamo visto proprio a Parma. Va ristabilito
un rapporto più virtuoso tra spesa pubblica e Prodotto interno lordo o
tra debito e Pil. È chiaro che se non c'è crescita è anche
più difficile agire sui conti pubblici mentre è tutta l'Europa a
vivere in un equilibrio instabile".
"I due scenari europei entro
i quali anche noi ci collochiamo sono quelli che parlano di un'uscita della Grecia
dal sistema monetario europeo e, all'opposto, di un'Europa delle convergenze e
non più delle divergenze, come auspica Confindustria. È questa la
strada da seguire, rilanciando il mercato unico, il rigore nei bilanci e l'indipendenza
della politica monetaria. La lezione della crisi sta anche nel bisogno di unire
di più l'Europa, non nel dividerla o separarla".
Convegno
di Parma - I commenti - Gianluigi Viscardi, presidente della Piccola
Industria di Confindustria Bergamo (L'Eco di Bergamo - 11 aprile): "Confindustria
ha presentato le sue richieste sul piano delle riforme, ma è chiaro che
tutti dobbiamo metterci insieme per far uscire dalla crisi il nostro Paese. Voglio
dire che se c'è da tirare la cinghia, a farlo devono essere tutti, non
solo gli imprenditori. Adesso dobbiamo lavorare insieme per favorire la ripresa.
La volontà c'è anche sul fronte delle piccole imprese, quelle che
non solo sanno lavorare bene ma producono e creano valore aggiunto per tutta la
comunità e il tessuto economico. Sono anni decisivi e molto importanti
per il nostro futuro".
Convegno di Parma - I commenti
- Gianluigi Viscardi, presidente della Piccola Industria di Confindustria
Bergamo (Bergamonews - 10 aprile): "Emma Marcegaglia ci ha dato la carica
i momenti non sono certo facili, ma gli imprenditori con la loro folta partecipazione
hanno fatto ben capire la loro volontà di agire, di mettersi a disposizione
del Paese, pronti a cogliere i segnali che dovranno arrivare subito.
Serve
la meritocrazia anche nel mondo delle imprese, bisogna far crescere i settori
nuovi, non servono finanziamenti a pioggia. Qualcosa sta cambiando, il piano Industria
2015 punta a far lavorare insieme le imprese su un progetto comune e coinvolge,
per esempio, anche diverse aziende bergamasche. Peraltro sono convinto che in
Italia le aziende facciano molta più ricerca di quella che appare: cominciamo
a cambiare le regole degli ammortamenti in bilancio in linea con quanto succede
in altri Paesi.



